CARIGNANO: un italo-spagnolo 

Aggiornato il: ago 11

Oggi voglio degustare un po’ di Sardegna, terra di conquista da sempre. In particolar modo dedico questo mio articolo alla zona del Sulcis; un massiccio montuoso che si affaccia sulle isole di Sant’Antioco e di San Pietro.

Si trova a sud-est della regione questo capolavoro naturale che si sporge sul Canale di Sardegna e lo separa dalle coste tunisine. In questa spensierata macchia mediterranea, frequentemente pettinata dai forti venti di Maestrale, ne fa da padrone il vitigno Carignano che, in Italia, sbarcò per la prima volta nell’isola di Sant’Antioco.

Il Carignano, che fu importato dagli Spagnoli, trovò nel Sulcis il suo habitat fin da subito. È in questa area della Sardegna, infatti, che riesce ad esprimere il meglio di sé, grazie al terreno sabbioso. Questa componente fa sì che il vitigno sia riuscito a mantenere “piede franco” evitando l’attacco della fillossera.

Anche la forma di allevamento è molto importate; gli alberelli, dal tronco alto solo mezzo metro, sono molto vicini al suolo per sfruttare al massimo le risorse presenti nel terreno e per potersi proteggere dai venti.

Tra le varie tipologie di Carignano del Sulcis, oggi propongo la versione rossa:


“BUIO” - Carignago del Sulcis DOC - Cantina Mesa – 2018 13,5%Vol.

Versando il vino, il calice si colora di un limpido rosso rubino non molto intenso; un vino giovane, figlio di una calda estate che lo ha condizionato nel carattere, più che nell’aspetto.

Gli aromi intensi di questo vino riportano alle erbe tipiche della macchia mediterranea, tra questi in particolar modo menta e origano secco, ginepro e mirto. Il suo profumo, inoltre, è caratterizzato da degli accenni di frutta rossa, come ribes e mora, da sentori di prugna cotta e dallo speziato di pepe e liquirizia. La sua complessità è media.

Un aspetto importante da non sottovalutare è quello della temperatura di servizio. Il vino di cui stiamo parlando è un 2018, quindi un vino giovane, e questo ci viene confermato anche dal suo colorito. Al palato la sua acidità, tannicità e sapidità vengono smorzate dall’elevato grado alcolico causato dalla calda estate del 2018. 

Sostanzialmente: se serviamo questo vino rosso ad una temperatura di 18°C, come solitamente servireste, vi accorgerete del gusto disarmonico che vi provocherà al palato; sarà l’alcool a prevalere e mancherà un adatto contrasto per poter renderlo bilanciato. Quindi è necessario servire il vino ad una temperatura leggermente inferiore: di 15 – 16°C

Degustando a temperatura consigliata: il vino avvolge il palato in modo morbido ed il suo corpo molto caldo (alcolicità) viene percepita fin da subito, ma viene contrastata in un secondo momento dall’acidità che ne fa da padrona e seguita successivamente dal tannino, la sapidità è presente anche se leggera.

Per quanto riguarda l’esame retrolfattivo è persistente ma non molto intenso ed infine al palato rimangono presenti gli aromi di frutti rossi. È da considerarsi maturo, nella sua fase migliore per poter essere bevuto.

Consumo migliore: dopo 2 anni dall’anno di vendemmia

Fascia di prezzo: 10 – 12€.

Anno di vendemmia: 2018

Data di degustazione - Giugno 2020.

Data consigliata - 2020

La temperatura ottimale per degustarlo è 15°C

L’abbinamento per il Carignano del Sulcis non è poi così complicato, è un vino semplice e la chiave di lettura sta proprio nella semplicità. 

Vi consiglio di utilizzare carne e verdure, il pesce sarebbe troppo delicato.

Per esaltare meglio le componenti del vino, vi consiglio di puntare o su una cottura in umido come ad esempio un primo piatto con ragù di selvaggina, magari aggiungendo delle spezie come il pepe nero, rosmarino e alcune bacche di mirto.

Un’altra cottura potrebbe essere alla griglia ed in questo caso potete fare delle bruschette con salsiccia (spalmata sopra) e dopo la cottura aggiungere del pepe nero, altrimenti elaborate degli spiedini di carne come ad esempio: spiedini di maiale e mele sfumate con un goccio di liquore al mirto, oppure degli spiedini di agnello, funghi e picanha.

Il piatto che ho scelto di accompagnare:

Mezze maniche con crema di radicchio, salsiccia e infine della provola gratuggiata.

Crema di radicchio:

Ho tagliato un radicchio a pezzetti, l’ho cotto con olio, poco sale, pepe nero e poco aglio, quindi ho frullato il tutto aggiungendo dell’acqua di cottura (della pasta). Infine ho unito la crema alla padella in cui ho cotto separatamente la salsiccia.

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