FIOR D’ARANCIO: la versione che preferisco

Aggiornato il: ago 11

Nato da ripetute eruzioni vulcaniche sottomarine, che fecero man mano emergere il terreno in superficie dal fondo del mare; è l’area dei Colli Euganei in provincia di Padova.

Quella dei Colli Euganei è una zona particolare: io li definirei come dei “coni boschivi” che distanziati tra loro ergono in piena pianura, ribellandosi così all’ambiente circostante, interrompendo quella linea diritta ed infinita propria della pianura padana.

Queste colline sono ricchissime di vegetazione, caratterizzate da una moltitudine di microclimi e sottosuoli totalmente diversificati tra loro. Ciò fa sì che molte aree siano più vocate per la produzione di una tipologia di vino rispetto che ad altre.

C’è solamente una collina fra tutte che è particolarmente vocata per la viticoltura ed è la collina più grande, essa si presenta come un blocco unico e compatto, rispetto alle altre ben isolate. Nella parte a Nord di questa collina, dove il clima è continentale (quindi rigido), principalmente piovoso e meno soleggiato, sono i vini bianchi a risaltare rispetto ai rossi, che risultano meno profondi. Rossi importanti, invece, nascono a Sud in cui il clima è mediterraneo, più soleggiato.

N.B. La lunghezza dei Colli Euganei è solamente di 20km!

È con il termine “Fior d’arancio” che i padovani identificano il vitigno Moscato Giallo. Fu impiantato da un Conte padovano perché estasiato dal suo inebriante profumo, il quale gli ricordava il suo amato agrumeto. La profumazione di quest’uva aromatica, in effetti, riporta al naso il profumo dell’agrume e in particolar modo del fiore: la zagara.

Il Colli Euganei DOC che andremo a degustare oggi è:

" A’ Cengia " Moscato Secco - Cantina Ca’ Lustra – 2016 12,5%Vol.

E’ inconfondibile il colore vivace ed elegante con la quale si presenta ogni volta il Fior d’arancio, senza mai deludere!

Il suo è un colore cristallino, giallo paglierino molto intenso con riflessi dorati, e l’immagine di questo vino all’interno del calice è come quella di uno scrigno che racchiude un gioiello. Ti invoglia a scoprirlo!

Anche all’olfatto conquista! Oltre all’aromaticità tipica di questo vitigno sono presenti: fiori di acacia, zagara e passiflora; frutti come limone, pompelmo e ananas; note balsamiche, minerali e un’inconfondibile vaniglia. La caratteristica di questo vino infatti è quella di avere aromi morbidi, che ti portano ad immaginare un vino dolce, e il contrasto degli aromi freschi, che ti fanno ricredere sulla presunta dolcezza.


Prima di procedere all’esame gustativo devo precisare che queste degustazioni vengono fatte in concomitanza all’articolo, quindi la data riportata si riferisce anche alla data in cui è stata fatta la degustazione.

Assaggiando il vino dopo 4 anni dalla sua vendemmia, è normale che esso presenti delle imperfezioni. Infatti al palato prevalgono le note dure rispetto a quelle morbide: elementi come il fresco vivo e la sapidità tendono a sbilanciare il suo equilibrio, sovrastando il corpo morbido e caldo del vino.

Questa non è assolutamente una critica, ma è una riflessione sull’importanza che ha il tempo nei confronti del vino. Vediamo di fare più chiarezza:

Quando due anni fa ho assaggiato questo vino, la sua freschezza e sapidità si accoppiavano armoniosamente con l’alcolicità e la morbidezza. Era perfettamente equilibrato! Anche per quanto riguarda l’esame retrolfattivo il vino era perfettamente bilanciato: il calore dato dall’alcolicità veniva attenuato dalla freschezza persistente al palato, grazie alle note balsamiche e agrumate, pulendolo.

E’ da ricordare, dunque, che questo vino deve essere bevuto entro i 2 anni di età, per far sì di apprezzarlo nella sua fase migliore. Se bevuto in tempo, è in grado di regalare una serie di sapori diversi tra loro, ma che si sposano perfettamente. Talmente omogenei da comprenderne appieno la loro unione.



Consumo migliore: a 2 anni dalla vendemmia

Fascia di prezzo: 10€.

Data di degustazione - Maggio 2020.

Data consigliata - 2018.

La temperatura ottimale per bere il Colli Euganei è 10°C



Per questa tipologia di vino, i piatti da abbinare sono un po’ più impegnativi.

Tartare di carne o pesce. Pesci di lago come la trota e pesci di fiume come il salmone, posso essere adatti! Oltre alla materia prima, anche il tipo di cottura e il condimento sono importanti. Prediligete le cotture al vapore o in umido per trattenere più succhi possibili dell’alimento, utilizzate le spezie che ben si accostano al vino essendo aromatico. Il bello di questo abbinamento è che potete utilizzare un po’ della vostra fantasia per elaborare un sapore speziato tutto vostro.

La mia ricetta:

Filetto di trota salmonata in crosta di patate, con pelle di pesce croccante e salsa aromatica.

La salsa aromatica:

Ho fatto stufare un po’ di scalogno con dell’olio, quindi ho aggiunto acqua calda e zafferano. A parte ho scaldato del brodo di pesce, che poi ho unito alla salsa con due spicchi di scorza di arancia e due pugnetti di farina. Ho mescolato il tutto e lasciato andare a fiamma bassa per 1 ora.



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